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MARKETPLACES E MERCATO ONLINE. STORIE DI CRESCITA E PROFITTI

L’ormai imprescindibile presenza delle Aziende sul web per poter collocare i propri beni e servizi, si sta declinando nelle due vie maestre: e-commerce proprietario e presenza sui marketplaces
Mentre la prima strada è quella preferibile e quasi unica per i fornitori di servizi, la seconda è diventata una scelta “obbligata” per rendersi visibili sul mercato e rintracciabili. Affermazioni queste ultime confortate dai dati delle ricerche sul web, che vedono Amazon primo motore di ricerca per i prodotti con il 56% del totale delle ricerche, davanti a Big G Google che si deve “accontentare” del 44%.

Dal Rapporto di Casaleggio & Associati Report Italia 2021, risulta che il 45% delle aziende intervistate per redigere il Rapporto ha dichiarato di vendere già sui marketplace, contro il restante 55% non utilizza questi canali. Per ora.

 Interessanti anche i dati sull’incidenza delle vendite ottenute da tale canale, dove per il 32% delle aziende incidono meno del 10% sul fatturato. Per il 19% delle aziende incidono dall’11 al 25% del fatturato, per seguire con il 17% delle aziende che ritrae un’incidenza del 26-50% sul fatturato, sempre il 17% ha un’incidenza dal 51 al 75% ed il 15% finale ha invece un’incidenza maggiore al 75% (C&A. Report e-commerce 2021 Ita).

Tutto quanto riportato sopra spiega le statistiche ottenute da altri sondaggi riguardo le motivazioni per cui le Aziende si approcciano alla vendita su tali siti.  Innanzitutto, la consapevolezza dell’appeal che i Consumatori attribuiscono ai vari Amazon, Ebay, Zalando, Yoox, fascino e attrattiva tali da portare questo settore dell’economia al primo posto per crescita di fatturato tra il 2015 ed il 2019. 
 


Le citazioni dei prodotti in vendita su Amazon o Zalando ormai vengono sdoganate nei discorsi comuni, anche nei media e sui giornali, come se tali canali privati fossero ormai un settore pubblico con regole democratiche di gestione (e così non è). Se chiediamo ai retailers presenti sui marketplaces i servizi per ottenere i quali hanno operato tale scelta, questi rispondono elencando ciò che sostanzialmente differenzia tali siti conosciuti e frequentati dal proprio, spesso sconosciuto e mal gestito, dotato di servizi al Cliente talvolta scadenti o poco curati.
 


Ovviamente in prima posizione si pongono le possibilità di vendita superiori ottenibili (per l’87% degli intervistati), senza però dimenticare la visibilità dei propri prodotti (Marketing, 48% del campione) e la comodità di una fatturazione delegata automaticamente al Marketplace (Invoicing, 47% nella statistica).
Scorrendo le voci della statistica sopra riportata, è facile verificare come il Marketplace per le piccole Aziende, possa sostituire nell’e-commerce alcune delle attività costituenti centri di costo e di difficoltà organizzative, con quello che la delega al Partner può semplificare. La spesa di stoccaggio, inventario, spedizione e gestione delle problematiche inerenti alle vendite da remoto spesso è inferiore a quella cui ammonterebbe un intervento interno, con meno rischi di errore e spese di software e personale.

Queste ultime voci sono state uno dei driver principali di crescita per Amazon, che non il suo servizio FBA (Fulfilled by Amazon) ha realizzato un servizio molto apprezzato (e redditizio) per i propri Seller. Tanto apprezzato (e spinto) da portare al colosso dell’E-commerce il 34% dei profitti derivanti da terzi (era il 19% nel 2014). Per dare delle cifre precise, il fatturato riportato dalla logistica per terzi nel 2020 è ammontato a 90 miliardi di dollari. Se fosse un’Azienda autonoma occuperebbe il 31% posto nelle classifiche delle Aziende con maggior fatturato al mondo. Per il 2021 si prevedono 120 miliardi di dollari di fatturato, superiore a quello di FedEx e Ups. Tanto per dire.

Proprio questo servizio e le modalità di “convincimento” utilizzate da Amazon presso i propri Seller terzi, sono state oggetto di analisi e sanzioni da parte dell’Antitrust europea, per la cifra record di 1.128.596.156,33 euro. Rilevando la “posizione dominante” rivestita da Amazon nel mercato europeo, l’Antitrust ha stabilito che le modalità ed i vantaggi attribuiti sul marketplace a chi opera con la modalità FBA, abbiano spinto una grande quantità di Venditori a sottostare alle regole di tale servizio. Danneggiando la concorrenza degli altri Operatori della Logistica per e-commerce, i quali non riuscirebbero a far preferire i propri servizi anche se paragonabili a quelli di Amazon, in quanto non utili a raggiungere i vantaggi attribuiti dal sistema “Prime” legato all’adozione dei servizi FBA.

Unendo i dati di crescita sul mercato, i vantaggi che i Seller riconoscono ai Marketplaces (malgrado qualche comportamento discutibile degli stessi), si può senz’altro affermare che il sistema dell’e-commerce creato e presidiato da questi colossi sarà sempre più centrale nel futuro del Mercato delle merci e dei servizi.
Starà ai singoli Operatori analizzare i costi ed i benefici dati dall’adesione a tale sistema, che non sempre porta i vantaggi sperati e affiancare ove possibile un proprio canale privato, anche solo per portare una marginalità superiore alle proprie vendite online.

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